martedì 19 aprile 2016

Faust - Faust (1971) Traduzione di P. G. Boccacci


TRACKLIST
1.      WHY DON’T YOU EAT CARROTS?
2.      MEADOW MEAL
3.      MISS FORTUNE



1.      PERCHE’ NON MANGI LE CAROTE?

Non riesco a provare alcun appagamento
(Tutto ciò di cui hai bisogno è amore)

Stiamo giocando i set sul colpo
Semplicemente continuiamo ad aspettare

Lenta procede l’oca
Tu vedi me, scarpe nella tua mente a specchio
Rapido procede il trucco
Chiedo che i tuoi malati navigatori naviganti siano ciechi

Viaggio nella lingua
Pronto a non pronunciare ding dong, è un bellissimo inizio

Chiedo che i tuoi malati navigatori naviganti siano ciechi

Voce femminile: Trovi che questo sia piacevole?
Voce maschile: Basta per sopravvivere
Voce femminile: Sei cambiato negli ultimi pochi anni
Voce maschile: Tu credi?
Voce femminile: Ma perché? Forse … no … ma … perché non mangi le carote?
Voce maschile: Sì, sarebbe davvero bello
Voce femminile: Lo faremo?
Voce maschile: Sì
Voce femminile: Ti va di fare dietrofront?

2.      PASTO DA PRATO

Io sono un pasto da prato e tiro a indovinare
E vengo respinto e reggo il gioco
Una meravigliosa ragione inespressiva
Per rimanere in riga, restare in riga
Mettetevi in fila, rompete il suono
Voi perdete la mano per capire che l’incidente è rosso

Tu sei una forchetta da frutta e il denaro a cui ambisci
E la donna che desideri e la metà che chiedi
Una meravigliosa ragione inespressiva
Per rimanere in riga, restare in riga
Mettetevi in fila, rompete il suono
Voi perdete la mano per capire che l’incidente è rosso

3.      SIGNORA FORTUNA

Dobbiamo essere o non essere?
Chiese l’angelo alla Regina
Io alzo la gonna e Voltaire si gira
Quando lui parla con la bocca piena di aglio
Bianco, sì, bianco
La sfortuna di entrambi
Lui ti ha detto di essere libero
E tu hai obbedito
Noi dobbiamo decidere ciò che è importante
Una guerra che non vedremo mai
O una strada talmente nera
Che i bambini muoiono?
Un sistema e una teoria
O il nostro desiderio di essere liberi
Di organizzare e analizzare
E alla fine prendere coscienza
Che nessuno sa
Se è veramente accaduto

venerdì 15 aprile 2016

Pink Floyd - The Piper At The Gates Of Dawn (1967) Traduzione di P. G. Boccacci



TRACKLIST

1.      ASTRONOMY DOMINE
2.      LUCIFER SAM
3.      MATILDA MOTHER
4.      FLAMING
5.      POW R. TOC H.
6.      TAKE UP THY STETHOSCOPE AND WALK
7.      INTERSTELLAR OVERDRIVE
8.      THE GNOME
9.      CHAPTER 24
10.  THE SCARECROW
11.  BIKE



1.      ASTRONOMIA, SIGNORE!

Verdognolo e verde chiaro
Una seconda scena
Una battaglia tra i vari blu
Che una volta hai conosciuto

Galleggiando
Il suono riecheggia sul fondo
Intorno alle acque ghiacciate
Sotterranee

Giove e Saturno
Oberon, Miranda e Titania
Nettuno, Titano
Le stelle possono spaventare

Insegne accecanti sbattono
Baluginano, baluginano, baluginano
Blam, pow pow
Scalinata, spavento, Dan Dare
Chi è là?

Verdognolo e verde chiaro
Il suono riecheggia
Le acque ghiacciate
Sotterranee

2.      LUCIFERINO SAM

Luciferino Sam, gatto siamese
Sempre seduto al tuo fianco
Sempre al tuo fianco
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

Jennifer Gentle, sei una strega
Tu sei il lato sinistro
Lui è il lato destro, oh no
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

Lucifero, vai al mare
Sii un gatto alla moda, un gatto da nave
Da qualche parte, ovunque
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

Cacciando di notte, setacciando la sabbia
Nascondendosi nelle vicinanze, sulla scena
Lo troverai mentre sei nei paraggi
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

3.      MADRE MATILDA

C’era un re che governava la terra
Sua Maestà era al comando
Con occhi d’argento l’aquila scarlatta
Ricopriva d’argento la gente
Oh, madre, raccontami ancora

Perché mi hai dovuto lasciare qui
Sospeso nella mia aria da infante
In attesa?
Tu devi solo leggere le righe
Sono nere di scarabocchi e ogni cosa splende

C’era una volta un migliaio di indistinti fantini
Che si arrampicavano più in alto
Attraverso la corrente con scarpe di legno
Con campane che annunciano al re le notizie

Vagare e sognare
Le parole hanno differente significato
Sì, lo avevano

Per tutto il tempo che in quella stanza ho trascorso
La casa delle bambole, buio, odore di vecchio
E le fiabe mi hanno tenuto su di morale
Su nuvole di luce solare che fluttuavano
Oh, madre, raccontami ancora

4.      ARDENTE

Solo tra le nuvole, tutto triste
Sopra un piumino
Urrà! Tu non puoi vedermi
Ma io posso vedere te

Oziando nella nebbia del mattino
In groppa a un unicorno
Non è giusto! Tu non puoi sentirmi
Ma io posso sentire te

Guardando i ranuncoli che catturano la luce
Dormendo su un dente di leone
È troppo: non ti toccherò
Ma del resto potrei

Gridando attraverso un cielo stellato
Viaggiando attraverso il telefono
Hey! Andiamo!
Davvero in alto

Solo tra le nuvole, tutto triste
Sopra un piumino
Urrà! Tu non puoi vedermi
Ma io posso vedere te

5.      POTERE TH

(Strumentale)

6.      ARMATI DEL TUO STETOSCOPIO E CAMMINA

Dottore dottore
Sono a letto
Con il mal di testa
L’oro è piombo
Soffoco con il pane
Malnutrito
L’oro è piombo
Gesù ha sanguinato
Il dolore è rosso
Oscuro fato
Demone nel porridge
Cucchiaio unto
Cucchiaio usato
Tetraggine di Giugno

Sembra che la musica aiuti il dolore
Sembra che motivi il cervello
Dottore, gentilmente dica a sua moglie
Che sono vivo
I fiori crescono
Capisca!

7.      DISTORSIONE INTERSTELLARE

(Strumentale)

8.      LO GNOMO

Voglio raccontarvi una storia
A proposito di un omino, con il vostro permesso
Uno gnomo noto come Grimble Gromble
E (altri) piccoli gnomi se ne stanno nelle loro case
A mangiare, a dormire, a bere il loro vino

Lui indossava una tunica scarlatta
Un cappuccio verdazzurro, era molto bello da vedere
Lui ha intrapreso una grande avventura
In mezzo all’erba, finalmente aria fresca
Bevendo vino, cenando, ammazzando il tempo

E poi un giorno
Urrà! Per gli gnomi
Un altro modo per dire
Oh mamma mia!

Guarda il cielo
Guarda il fiume
Non è bello?
Inoltrandosi, trovando posti dove andare

9.      CAPITOLO 24

Tutto il movimento si compie in sei fasi
E la settima (com)porta il ritorno
Il sette è il numero della luce giovane
Che si forma quando all’oscurità viene sommato uno
Il cambiamento restituisce il successo
Venendo e andando senza errore
L’azione porta grande fortuna
Tramonto …

Il momento arriva con il mese del solstizio d’inverno
Quando il cambiamento è in fase di arrivo
Tuono nella terra, la traiettoria del cielo
Le cose non possono essere distrutte una volta per tutte
Il cambiamento restituisce il successo
Venendo e andando senza errore
L’azione porta grande fortuna
Tramonto … alba …

Tutto il movimento si compie in sei fasi
E la settima (com)porta il ritorno
Il sette è il numero della luce giovane
Che si forma quando all’oscurità viene sommato uno
Il cambiamento restituisce il successo
Venendo e andando senza errore
L’azione porta grande fortuna
Tramonto … alba …

10.  LO SPAVENTAPASSERI

Lo spaventapasseri verde-nero
Come tutti sanno
Stava con un uccello sul cappello
E paglia ovunque, non gliene importava
Lui stava in un campo dove cresce l’orzo

La sua testa non formulava pensieri
Le sue mani non si muovevano
Eccetto quando il vento sferzava brusco
E i topi correvano intorno sul campo
Lui stava in un campo dove cresce l’orzo

Lo spaventapasseri verde-nero
È più triste di me
Ma ormai è rassegnato al suo destino
Perché la vita non gli è ostile, non gliene importa
Lui stava in un campo dove cresce l’orzo

11.  BICICLETTA

Ho una bicicletta
La puoi guidare se ti va
Ha una cesta, un campanello che suona
E cose che la rendono bella
Te la darei se potessi, ma l’ho presa in prestito

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Ho un mantello, una sorta di scherzo
C’è uno strappo davanti, è rosso e nero
Ce l’ho da mesi
Se pensi che possa piacerti
Allora suppongo che dovrebbe

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Conosco un topo
E lui non ha una casa
Non so perché ma lo chiamo Gerald
Nonostante stia invecchiando
E’ un buon topo

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Ho una banda di uomini di pan di zenzero
Un uomo qui, un uomo lì
Un sacco di uomini di pan di zenzero
Prendine un paio se vuoi
Sono sul piatto

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Conosco una stanza di melodie musicali
Qualche rima, qualche ching
Alcuni di questi sono a orologeria
Andiamo nell’altra stanza
E azioniamoli

mercoledì 6 aprile 2016

Mauro Pelosi - La Stagione Per Morire (1972) Recensione di P. G. Boccacci


Se io avessi quest’album in forma materiale, in cd o in vinile, esso sarebbe consumatissimo. Non oso neanche provare a contare le volte in cui l’ho ascoltato.
Fine febbraio. No, non c’entra Mauro Pagani. Si tratta di me, dell’autore di quella che dovrebbe essere una recensione sull’esordio discografico di Mauro Pelosi, cantautore romano semisconosciuto. In parte lo è. Mi sento in dovere, ho bisogno di spiegare il valore che ha per me questo “disco” (non ce l’ho materialmente, come dicevo, e inoltre non è solo un disco, ma un’esperienza), facendo riferimento alla mia vita personale.
Fine febbraio, una stanza come un’altra, la stanza di un adolescente alle prese con la depressione. Una donna nella sua testa, ma non vicina a lui, non lì, in quella stanza da adolescente. E chiunque direbbe – se vedesse, se sapesse – che è normale, che rientra nella logica della vita lo stare male per una donna, soprattutto se si è giovani. È normale subire, vivere delle delusioni amorose o, più in generale, affettive. Ma quando hai vent’anni, quando ami una ragazza, una donna, a tal punto da voler morire, tu, maschietto medio, responsabile e allo stesso tempo vittima della tua spiccata sensibilità, non riesci a ragionare a mente fredda. E ti verrebbe da dire per giustificarti, come a suo tempo ha fatto Mauro Pelosi, mettendo le parole su nastro “Caro amico, sai cosa son vent’anni, troppo pochi per poter capire”. Mi son domandato se le canzoni che compongono questo “La Stagione per Morire” siano autobiografiche, se veramente M.P. abbia vissuto il disagio, il tormento, l’odissea di dolore interiore che mette in “luce” attraverso la sua voce. Evidente è la profonda sincerità nel canto di lui, la passione dietro ogni parola. A volte stonato, a volte delirante, Mauro Pelosi sembra lottare con i propri demoni; posseduto da un’angoscia terribile causata da un amore altrettanto terribile; destinato a soccombere sotto i colpi inferti dalla sua donna, lontana, e sotto i colpi inferti da sé stesso. L’unica cosa di cui, però, sono assolutamente sicuro è il mio dolore, il mio strazio.
Ogni canzone, ogni singolo verso, parla di me. Non c’è scampo. Un fine febbraio nel baratro, nell’occhio del ciclone. Sono a pezzi. Chi mi vedesse non mi distinguerebbe da una larva. Eppure sono io, ragazzo uomo, dilaniato, massacrato nel profondo del proprio io. Vent’anni buttati via e rendersene conto. Vent’anni di galera per me, per lei, per il mondo. Un delirio di onnipotenza cede il passo alla consapevolezza del proprio sfacelo. Ansia da prestazione, ora come allora. Mentre scrivo penso a come descrivere al meglio come mi son sentito, quel fine febbraio ormai passato, morto, ma mi rendo conto di essere profondamente disorientato. Solo ascoltare questo album mi aiuta a ricomporre il puzzle dei ricordi. Eppure, nonostante questo, non posso ancora descrivere. Descrivo tutto nella mia testa. Inoltre, non ho alcun diritto di tediare il lettore con dettagli riguardo alla mia relazione con questa ragazza, con questa donna, che ormai è diventata appunto “questa ragazza”, “questa donna”. Ormai non ha più nome, anche se sulle labbra ne rimane il dolceamaro sapore. Il suo nome come quello di un mese dell’anno, per di più appartenente alla stagione per morire scelta da Pelosi, la primavera. Non importa se non è il suo vero nome, ma un soprannome che lei ha creato in sostituzione del suo nome di battesimo, così orribile per lei, così poco attinente alla sua personalità. Per me lei è sempre stata quel mese dell’anno, quel verbo che esprime il potere.
Nove brani uno più deprimente dell’altro, uno più vero dell’altro. Vero per me. C’è la paura iniziale che sfocia in un attacco verbale violento, eppure trattenuto, in cui l’uomo, abbandonato dalla sua donna, rimasto solo, si rende conto delle tante parole, delle tante bugie di cui si è nutrito fino a consumarsi. C’è la finta risolutezza che viene espressa sotto forma di domanda, sotto forma di sfida, con un “cosa aspetti ad andar via?” che tenta di celare il profondo travaglio interiore. C’è il rimpianto, la tristezza che emerge al pensiero della vita che sarebbe potuta essere, alla vita che si progettava per entrambi. “Niente di più. Niente di più!”. C’è la resa finale, la decisione drastica: l’annullamento totale autoimposto. Mai più “far la vita di chi è morto”, quindi: suicidio. “Strade lunghe senza uscita, la mia stanza senza porta. Lasciatemi andar via … lasciatemi andar via”. Ma l’unico che alla fine lo lascerà andar via sarà lui stesso, il protagonista di questa tragedia, l’artefice di questo delirio.
Quel fine febbraio poteva essermi fatale, ma per fortuna o purtroppo l’ho superato. Il lato positivo (vedete voi) è che continuo ad ascoltare Mauro Pelosi. E ogni volta ricompongo il puzzle dei ricordi, ma non penso più ad annullarmi, perché non amo più, non voglio, non posso. Mi permetto, una volta ogni tanto, di passare una mezz’ora a rivivere il trauma, attenuato però. Non amando. Non odiando. Semplicemente ascoltando.
Voto all'album: 8/10


martedì 5 aprile 2016

Domani come sempre (Poesia)


Vorrei decompormi
Come un qualsiasi
Cadavere, cadere
Improvvisamente
Nella polvere, arrugginire

Non c’è via d’uscita
Dentro di me
Muoio mutilato
Oggi è come ieri
Domani come sempre striscerò

P. G. Boccacci

giovedì 31 marzo 2016

Syd Barrett - The Madcap Laughs (1970) Traduzione di P. G. Boccacci




TRACKLIST





1.      TERRAPIN

2.      NO GOOD TRYING

3.      LOVE YOU

4.      NO MAN’S LAND

5.      DARK GLOBE

6.      HERE I GO

7.      OCTOPUS

8.      GOLDEN HAIR

9.      LONG GONE

10.  SHE TOOK A LONG COLD LOOK

11.  FEEL

12.  IF IT’S IN YOU

13.  LATE NIGHT































1.      TARTARUGA PALUSTRE



Ti amo davvero e mi riferisco a te

La stella sopra di te, blu cristallino

Ebbene, baby, mi si rizzano i capelli quando penso a te



Non potrei vederti e non mi dispiace

Volo al di sopra di te, sì, lo faccio

Ebbene, baby, mi si rizzano i capelli quando penso a te



Galleggiando, urtando, nasi schivano un dente

Le pinne sono luminose

Zanne tutte intorno al clown

È buio sotto le rocce per nasconderci tutti

La luce del sole fa al caso nostro

Perché siamo pesci e tutto ciò che facciamo

Girare intorno è tutto ciò che facciamo

Ebbene, baby, mi si rizzano i capelli quando penso a te



2.      NON E’ BUONA COSA PROVARE



Non è buona cosa provare a piazzare la mano

Dove non riesco a vedere, perché capisco

Che sei diverso da me

Sì, posso dire che non puoi essere ciò che fingi

E mi stai facendo oscillare all’indietro e tu mi stai oscillando contro

La criniera rossa e gialla di uno stallone



Non è buona cosa provare a piazzare la mano

Dove non riesco a vedere, perché capisco

Che sei diverso da me

Sì, posso dire che non puoi essere ciò che fingi

Il cappuccio di bruco non coprirà la tua testa

Sai che dovresti essere a casa a letto



Non è buona cosa tenere il ventaglio a paillettes

Dove non riesco a vedere, perché capisco

Che sei diverso da me

Sì, posso dire che non puoi essere ciò che fingi

Sì, stai girando continuamente intorno in una macchina

Con le luci elettriche che lampeggiano davvero veloci



3.      TI AMO



Cara, ti amo, piccola cara

Cara, divertente soleggiato mattino

Ti amo di più, divertente amore all’orizzonte, baby

Gelato, scusami

Mi sei sembrato così buono la scorsa sera



Oh, ti piace, hai dovuto sorridere solo per un ora o giù di lì

Siamo innamorati come penso che siamo?

Non è una lunga poesia in rima

Mi ci sono voluti anni per pensare

Penso che la scaglierò in acqua, baby



Ti stai squamando, tu, carina

È proprio bello dirlo in giro

Mi piace, hey hey hey

Esci allo scoperto per un attimo quel giorno

Evviva! Fatti strada oscillando verso di me



Che divertimento, donna rocker

Non penseremo alle nostre canzoni

Piccola fastidiosa, noi splendiamo

Così assonnati, allora evviva!

È così che appari



4.      TERRA DI NESSUNO



Tu andresti avanti a testa alta

Ci provi addirittura

Terresti un'altra mano

Oh, capisco!

Mi vedono addirittura su chiamata

Noi sotto tutto

Noi strisciamo davvero molto



Vieni a vedere me che piango

Per ascoltare la mia ora



Addirittura cerchi di cercare

Posso strapparti un sorriso

Se è lì verrai anche tu?

Quando vivo muoio!

Mi vedono addirittura su chiamata

Noi sotto tutto

Noi strisciamo davvero molto



A causa tua che ti accorgi che esisto



[Molto ingarbugliato qui … puoi leggerla anche come “Dimmi, dimmi, dimmi, alé” e “Fortemente distribuita”]



5.      SFERA OSCURA



Oh, dove sei ora

Piccolo salice in fiore che sorridevi su questa foglia?

Quando ero solo mi hai promesso la pietra dal tuo cuore

La mia testa ha baciato il terreno

Ero a metà strada verso il basso

Calpestando la sabbia

Per favore, per favore, solleva una mano

Sono solo una persona i cui bracciali tengono il tempo

Sulle sue mani, tenute alte

Non ti mancherò?

Non ti mancherò neanche un po’?



La via degli uccelli da papavero

Dondolano gli stecchi, marche di caffè intorno

Sfoderano la bacchetta di lei con una lingua pennuta

La mia testa ha baciato il terreno

Ero a metà strada verso il basso

Calpestando la sabbia

Per favore, per favore, solleva una mano

Sono solo una persona con una catena da eschimese

Ho tatuato il mio cervello tutto intorno

Non ti mancherò?

Non ti mancherò neanche un po’?



6.      ARRIVO



Questa è una storia riguardo una ragazza che ho conosciuto

A lei non piacevano le mie canzoni

E questo mi rendeva triste

Lei diceva “Una big band è di gran lunga migliore di te”



Lei non è una tipa rock n’roll, non le piace

Lei non balla lo stroll, lei non ne è capace

Ebbene, tutto sbagliato e la mia pazienza se ne è andata

Quando mi sono svegliato un mattino

E ho ricordato questa canzone

Oh, abbastanza orecchiabile, ho sperato

Che lei mi avrebbe parlato allora

E che mi avrebbe anche permesso di tenerle la mano

E che avrebbe dimenticato quella vecchia band



Ho fatto un giro prima di andare al suo appartamento

La luce era spenta e non è buona cosa

Sua sorella mi ha detto che la mia ragazza se ne era andata

“Ma entra, ragazzo, e suona, suona, suonami una canzone”

Io ho detto “Sì, arrivo”

Lei è abbastanza carina, non sai

Che un attimo dopo aver visto il suo sorriso

Ho capito che avremmo potuto farlo, farlo con stile?



Così ora ho tutto ciò di cui ho bisogno

Lei ed io siamo innamorati, abbiamo concordato

A lei piace questa canzone e anche le altre

Così ora vedi che il mio mondo è …

A causa di questa melodia

Che pacchia questo accordo!

Ti dico che prossimamente

Saremo stesi a letto, felicemente sposati

E non penserò a quella ragazza

E a ciò che ha detto



7.      PIOVRA



Viaggia, oh issa, su e giù, avanti e indietro

Non sai che dire

Viaggia, viaggia verso un drago da sogno

Nascondi le tue ali nella torre fantasma

Le vele che ridono sonoramente per ogni piatto che rompiamo

Incrinato da aghi spagliati

Il piccolo insignificante gong

Tossisce e si schiarisce la gola

Signora, lei vede che è avanti

Ehi! Non stia mai ferma

La vecchia, originale, favorita, grandiosa

Band del verde erborista delle cavallette

E la melodia che suonano è “Confida in Noi”

Allora saltella, oh issa, su e giù, avanti e indietro

Non sai che dire

Per favore, lasciami qui

Chiudimi gli occhi per la giostra della piovra



Non è bello essere persi nella foresta?

Non è brutta tutta questa quiete nella foresta?

Significava anche meno per me di quanto pensassi

Con un dolce solco di semi (di papavero?) gialli e spinosi

Dolci vasi di trifoglio e mistico splendente nutrimento



Il gatto matto ha riso alla volta dell’uomo al confine

Hey! Sbuffa il talbot (cane da caccia)

“E’ un imbroglio” ha urlato lui gridando al canguro

È vero che nel loro albero hanno urlato

Per favore, lasciami qui

Chiudimi gli occhi per la giostra della piovra




Il gatto matto ha riso alla volta dell’uomo al confine

Hey! Sbuffa il talbot

I venti soffiavano e le foglie scodinzolavano

Loro non mi metteranno mai in valigia

I mari li raggiungeranno e sempre penetreranno

Allora, vai in alto, così in basso ti insinui

Il vento soffia nel calore tropicale

I fuchi si ammassano su sedili coperti di muschio

La porta cigolante sempre cigolerà

Due verso l’alto, due verso il basso, non ci incontreremo mai

Allora saltella allegramente, tieniti lontano dal mio fianco

Per favore, lasciami qui

Chiudimi gli occhi per la giostra della piovra



8.      CAPELLI DORATI



Affacciati alla finestra, capelli dorati

Ti ho sentita intonare un canto nell’aria della mezzanotte

Il mio libro è chiuso, ho smesso di leggere

Guardando il fuoco danzare sul pavimento

Ho abbandonato il mio libro, ho abbandonato la mia stanza

Perché ti ho sentita cantare attraverso il buio

Cantare incessantemente un’aria vivace

Affacciati alla finestra, capelli dorati



9.      ANDATA VIA MOLTO TEMPO FA



Lei è andata via molto tempo fa

Lei è andata, andata, più grandi sono

Più larga è la sua mano finché nessuno capisce

Il perché lei se ne sia andata da così tanto tempo



E sono rimasto incredibilmente immobile vicino al davanzale

Ho provato meraviglia al pensiero di coloro che amo ancora

Ho pianto nella mia mente dove sono rimasto indietro

La bellezza dell’amore è nei suoi occhi



Lei è andata via molto tempo fa

Lei è andata, andata, più grandi sono

Più larga è la sua mano finché nessuno capisce

Il perché lei se ne sia andata da così tanto tempo



E ho preso in prestito la pagina dalla gabbia di un leopardo

E sono andato a caccia nello strato di sole serale

La testa di lei sollevata in alto verso la luce nel cielo

L’alba annunciatrice sul suo volto



10.  LEI HA LANCIATO UNA LUNGA E FREDDA OCCHIATA



Lei mi ha lanciato una lunga e fredda occhiata

E ha sorriso e ha fissato lo sguardo lungo tutto il mio braccio

Lei ama vedermi cadere a terra

Lei non ha proprio tempo di stare con me

Il suo volto in mezzo a tutto ciò che lei vuole che sia

Che sia il più lontano, semplicemente il più lontano possibile

Un molo spezzato sul mare ondulato

Lei si chiede il perché, perché vuole vedere

Ma mi sono alzato e ho camminato pesantemente intorno

E ho nascosto il pezzo dove gli alberi toccano la terra



La fine della verità che sistema il tempo

Passato ad oziare qui su un sogno di dipinto

Un miglio o più in un clima estraneo

Per vedere più nel profondo dentro di me



E guardando in alto, su nel cielo

Respiro mentre l’acqua scorre sopra di me



11.  SENTI



Tu mi senti lontano

Troppo vuoto, oh, così solo

Voglio andare a casa

Oh, che la bionda mi trovi dentro un notturno

Come amo l’idea che tu sia al mio fianco

La folla piange dalla parte di lei

È rimasta indietro rispetto al ponte

Vicina all’acqua



A lei manca il suo ritmo lento

Lontano il terreno erboso cresceva

Esaltato in disparte in una vallata

Dentro un occhio sii la solitaria, o mia sposa

Loro non riescono a partire come me

Su una ruota che procede a papera

Un rantolo che si contrae

Una cattiva campana che suona, l’angelo, la figlia



12.  SE TE LA SENTI



Sì, sto pensando a questo, sì, lo sto facendo

Tom era nella metropolitana di Puddletown

“Si tenga più stretto, quindi vicino, sì, lo è

Per favore, si aggrappi alla ringhiera d’acciaio”



Il colonnello con i guanti

Non è amato sul giornale della Domenica

Tutti e cinque i ronzini di Henrietta

Lei è una squallida carrierista

Le devo scrivere una lettera



Ho fatto riferimento a questo? Sì, lo sto facendo

Gnam gnam, da leccarsi i baffi, non è vero?

Sì, sto pensando a questo, in fumo

Lo scheletro con la bocca attaccata alla ringhiera d’acciaio



Pulci in Pamela

Che se la scolano con l’aggiunta di imbuto di vapore

Tutti e cinque i ronzini di Henrietta

Lei è una squallida carrierista

Le devo scrivere una lettera



13.  NOTTE TARDA



Quando mi sono svegliato stamattina

E tu non eri lì a suonare

In quel momento volevo stare con te

Quando mi hai mostrato i tuoi occhi

E hai bisbigliato l’amore dei cieli

In quel momento volevo restare con te



Dentro di me mi sento solo e irreale

E il modo in cui baci sarà sempre

Una cosa davvero speciale per me



Quando ero sdraiato immobile di notte

E vedevo le stelle alte e la luce

In quel momento volevo stare con te

Quando i tetti splendevano scuri

Tutto solo ho visto una scintilla

Una scintilla d’amore lì proprio per te

Dentro di me mi sento solo e irreale

E il modo in cui baci sarà sempre

Una cosa davvero speciale per me



Se menziono il tuo nome

Fai marcia indietro su una catena

In quel momento il cielo si apre per te

Quando siamo cresciuti molto in altezza

Quando ti ho vista così piccola

In quel momento volevo restare con te

Dentro di me mi sento solo e irreale

E il modo in cui baci sarà sempre

Una cosa davvero speciale per me