giovedì 2 giugno 2016

The Rolling Stones - Tumbling Dice (1972) Recensione di P.G. Boccacci



(Scritta il 03/06/2016)

Premetto che non c’è brano tratto da “Exile on Main St.” che non sia coinvolgente, energico e macho, ma “Tumbling Dice” è quello che mi colpisce sempre più nel profondo, che mi fa rilasciare endorfine come nessun altro. Tutto di questa canzone è perfetto, dai cori alla voce sgraziata di Mr. Mick Jagger, artista per il quale vado matto fin da bambino, quando, nonostante fosse ancora sopito in me l’interesse per la musica, mi innamorai di “Streets of Love” e di “Rain Fall Down”, singoli provenienti dall’ultimo album in studio del 2005 delle Rocce Rotolanti, “A Bigger Bang”, con relativi video. Subito l’istrionismo di Jagger si impadronì di me e Mick conquistò il mio favore. Anni dopo, quando cominciai a esplorare i vari ambiti della musica rock, non potei fare a meno di riappropriarmi di quell’immagine mai morta nella mia mente, di Mick Jagger, corpo magro, volto scavato, che emetteva dai suoi labbroni delle parole caricate di un erotismo esagerato. Non ci crederete, ma ho conosciuto “(I Can’t Get No) Satisfaction” solo a quindici anni, quando mi sono ricordato degli Stones e ho iniziato ad ascoltarli meglio. Col tempo è cresciuto il mio interesse e apprezzamento verso gli altri membri della band che per me fino ad allora erano sempre rimasti sullo sfondo. La chitarra sverginatrice di Keith Richards, la batteria metronomica di Charlie Watts “il Taciturno”, gli innumerevoli strumenti del Principe azzurro biondo, il satiro Brian Jones, e il meno appariscente Bill Wyman al basso.
Nel 1972, anno di “Exile on Main St.”, Brian è già “long gone” e la band inglese, a cui è riconosciuto il merito di aver coniugato per prima il blues tipico degli afroamericani con il rock n’roll – con l’aggiunta di una sensibilità propriamente britannica –, si trova nei guai nel proprio paese di origine, a causa della montagna di tasse arretrate che i cinque musicisti pensavano fossero già state pagate da chi di dovere. Mick Jagger & Co sono costretti a fuggire nel vero senso della parola. Si rifugeranno in Francia, a Nizza, dove vivranno di lussi sfrenati nella villa di Keith, mentre sfornano canzoni destinate al nuovo album. Lo scopo della band è di guadagnare grazie al nuovo album abbastanza soldi per pagare le tasse, ma è la passione l’origine e il fine principali. Gli Stones non sarebbero sopravvissuti a quell’inferno finanziario se non grazie alla musica, alla loro vera dimensione. “Exile” è di conseguenza forse il lavoro più vero della band, che, all’uscita, otterrà un successo inquantificabile, ma che riceverà comunque pesanti critiche sia dagli habitué, dai fan old style, sia dalla fetta conservatrice della critica. Gli Stones riescono a superare il disagio economico grazie alle vendite del disco, pubblicato per la loro etichetta indipendente, The Rolling Stones Records, fondata due anni prima. Si tratta del secondo disco della band rilasciato dalla neonata etichetta (il primo era stato “Sticky Fingers”). Nel 1971 era stato anche dato alle stampe, postumo, l’album collaborativo di Brian Jones e dei Master Musicians of Jajouka, complesso di musicisti del Marocco, “Brian Jones Presents The Pipes Of Pan At Joujouka”, considerato tra i primi esempi di world music.
“Tumbling Dice”, quinta canzone in scaletta da “Exile”, è quanto di meglio un amante del rock possa ascoltare. Oltre ai classici strumenti intervengono con decisione pianoforte (suonato da Nicky Hopkins), sassofono (padroneggiato da Bobby Keys) e tromba (Jim Price). Il risultato è una perfetta unione di suggestioni jazzistiche e blues rock tipico della band. Al basso, al posto di Wyman, c’è Mick Taylor, che gioca con maestria anche dietro la chitarra slide. La batteria che si sente all’inizio e alla fine del brano è suonata da Jimmy Miller. Poche band risultano così affiatate, con il contributo di tutti (e di più). Si può paragonare “Exile” nel suo complesso a “The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle” di Bruce Springsteen e la E Street Band, che arriverà sul mercato un anno dopo. L’energia sprigionata da ogni singolo musicista in entrambi i casi è notevole e unica.
Il testo di “Tumbling Dice” parla in generale di un giocatore d’azzardo incapace di restare fedele a una sola donna per volta. L’ispirazione venne a Jagger un giorno, quando, come racconta lui stesso, stava giocando a dadi con la governante, la quale era davvero esperta e appassionata del gioco, a tal punto da insegnare a Mick le regole di esso. Il testo poi fu scritto sulla base della musica, partendo dal riff che Richards aveva sviluppato al piano di sopra della villa. In piena tradizione blues Mick canta di amore e di scommesse, con la spregiudicatezza tipica del genere unita a un inserto corale che può richiamare alla mente i canti gospel.
“Tumbling Dice” è la sintesi perfetta del sound dei Rolling Stones anno ’72, i quali si trovano in un periodo di piena felicità creativa, a dispetto dei problemi finanziari, anzi, forse proprio per questo. C’è la passione, c’è il rock n’roll. I Rolling Stones hanno tirato i dadi e hanno vinto il piatto.

Fabrizio De André - Volume 8 (1975) Recensione di P.G. Boccacci



(Scritta il 02/06/2016)

Una bottiglia d’acqua scolata a metà, una radio accesa, un cd che gira, un ragazzo sul letto che per sette volte si è alzato ad aprire lo sportelletto per cambiare disco. Hic et nunc … “Volume 8”. Dopo il sette c’è l’otto, no? Il sette è il numero perfetto o magico o chissenefrega. Allora perché mi sono alzato per l’ottava volta con l’intenzione di cambiare disco? Per completare il percorso.
La carriera di De André può essere divisa in due macrosequenze: la prima (1967 – 1975), cantautoriale; la seconda (1978 – 1996), quella più “sperimentale”, più musicale, meno incentrata sul testo in sé, ma sulla lingua e sulla musicalità di essa. Questa notte ho deciso di passarla con chitarra e voce nelle orecchie, una voce cupa ma paterna a farmi compagnia. Ora che si avvicina alla fine questo mio percorso d’ascolto, penso a quante volte io abbia ascoltato questo album nello specifico, questo ottavo volume che chiude idealmente un periodo, un’era. In macchina, a casa – su pc o alla radio comprata giorni fa –: ovunque mi fosse possibile. Nonostante sia considerato un disco minore e in effetti non sia il migliore dell’artista genovese, sono molto legato ad esso. È qui che De André sembra più triste e malinconico che mai. Non proprio depresso, ma malinconico, profondamente immerso nel ricordo di qualcosa che è stato, è, ma che di lì a poco non sarebbe stato. “Volume 8” è un album unitario, eppure Faber divide il lavoro con Francesco De Gregori, suo illustre collega, che nel gennaio di quello stesso anno (1975) aveva pubblicato “Rimmel”, considerato all’unanimità come il suo capolavoro. Le menti dei due cantautori sono perfettamente in sintonia, c’è una sinergia magica, unica. Nel disco non mancano le cover. In verità ce n’è solo una qua: “Nancy” di Leonard Cohen, continuo punto di riferimento di Fabrizio. Nel disco precedente quest’ultimo aveva già italianizzato un altro pezzo dello chansonnier canadese, il suo più famoso, sempre dedicato a una figura femminile: “Suzanne”. Entrambe le versioni dei brani di Cohen fatte da De André non possono non commuovere, soprattutto “Nancy”; scommetto che una lacrima su qualsiasi viso sia scesa e che i brividi lungo qualsiasi schiena siano corsi nell’udire frasi come “Un po’ di tempo fa col telefono rotto cercò dal terzo piano la sua serenità” oppure “Si innamorò di tutti noi, non proprio di qualcuno, non solo di qualcuno”.
Splendide e perfette a livello musicale/testuale “La cattiva strada” e “Giugno ‘73”, toccante e personale “Canzone per l’estate”. “Il respiro del cane che dormiva” fa chiudere gli occhi e immaginare, e “gli occhiali che tra un po’ dovrai cambiare” ti fanno pensare a qualcosa di quotidiano, di molto semplice e preciso, quasi inutile da dire. E la domanda del ritornello spiazza chiunque “com’è che non riesci più a volare?”. Tutti dobbiamo fare i conti con la nostra staticità, con la nostra lenta decadenza. Chi non ha vissuto il “francescanesimo a puntate”? Chi è che riesce ad essere veramente fedele a sé stesso e nella ricerca essere coerente con il proprio sentire? Una denuncia delicata eppure radicale al borghese medio che si crea il proprio mondo attraverso ciò che possiede e, nonostante questo, non riesce a trovare la propria dimensione. Secondo me, in molte parti, De André Senior parla di sé stesso e della sua incapacità di uscire dalla propria condizione di “figlio di papà”, con un’autoironia invidiabile.
A chiudere il disco c’è forse il pezzo più inquietante e autobiografico del cantautore genovese, “Amico fragile”, che lo stesso autore riconosceva come il suo più riuscito. Scritto durante una sbornia, libero da blocchi e da freni, ma con la sua solita vena ironica e un registro abbastanza alto, De André, in “Amico fragile”, riprende musicalmente il già citato Cohen (“Avalanche”). Fabrizio canta e suona il suo congedo, il suo rifiuto, e alla fine del pezzo dice, anche con un po’ di spocchia autoreferenziale “E mai che mi sia venuto in mente di essere più ubriaco di voi”. Però, a pensarci bene, non è poi così paracula come cosa. Alla fine lui voleva solo “legittimare” la sua confessione, dichiarando la sua completa sincerità e il pieno possesso delle facoltà mentali nel momento della scrittura.
“Amico fragile” (e quindi "Volume 8") chiude il primo periodo della carriera di De André, il quale sa di dover cambiare strada e di smettere i panni del cantastorie “classico”. Inizialmente (“Rimini” e “L’Indiano”) andrà un po’ a testoni, ma poi si affermerà con un capolavoro unico nel suo genere, riconosciuto anche all’estero per la sua originalità, “Creuza de Ma” dell’ ’84, completamente scritto in genovese.
È appena finito “Volume 8” e mi accingo a scolarmi l’altra metà della bottiglia d’acqua. A ciascuno il suo, no? Guardo il lato positivo: non sarò mai più ubriaco di nessuno.

PS. Mi sono scordato di citare "Giovanna D'Arco" (cover italianizzata di "Joan of Arc", sempre di Cohen)

venerdì 20 maggio 2016

Syd Barrett - Barrett (1970) Traduzione di P. G. Boccacci




TRACKLIST



1.      BABY LEMONADE

2.      LOVE SONG

3.      DOMINOES

4.      IT IS OBVIOUS

5.      RATS

6.      MAISIE

7.      GIGOLO AUNT

8.      WAVING MY ARMS IN THE AIR

9.      I NEVER LIED TO YOU

10.  WINED AND DINED

11.  WOLFPACK

12.  EFFERVESCING ELEPHANT







1.      BABY LEMONADE



Nella triste città

Fredde mani di ferro applaudono

Il partito dei clown fuori

La pioggia piove a gocce grigie lontano

Per favore, per favore, Baby Lemonade



Di sera il sole tramonta

Quando la terra compie il suo corso di mattina

Spedisci una gabbia per corrispondenza

Fa che il tuo nome li perseguiti

Per favore, per favore, Baby Lemonade



Sto urlando, ti ho incontrata in questo modo

Con me sei gentile quanto il ghiaccio

Hanno spedito un orologio da parete attraverso una lavatrice

Ripresentati, fallo al più presto, sono così solo

Per favore, per favore, Baby Lemonade



2.      CANZONE D’AMORE



Ho conosciuto una ragazza e mi piace ancora

Ha detto che sapeva che si sarebbe fidata di me e io altrettanto

Ho detto “Ok baby, dimmi cosa sarai

E io appoggerò la testa e vedrò ciò che vedrò”

Prima che lei fosse di ritorno dai suoi occhi aperti

Ho capito che mi aspettava una grande sorpresa



3.      DOMINO



E’ un idea, un giorno

Nelle mie lacrime, i miei sogni

Non vuoi vedere la sua prova?

La vita che viene senza far male

Tu e io, tu e io e il domino, il giorno passa



Tu e io ai nostri posti

Perdendo tempo sul domino

Un giorno così oscuro, così caldo

La vita che viene senza far male

Tu e io e il domino, il tempo passa



Scintille e calore un giorno

Tieni una conchiglia, un bastone o recita

Ho origliato un’allodola oggi

Perdendo quando la mia mente era fuori rotta

Non vuoi sapere con i tuoi bei capelli

Allunga la tua mano, sentiti felice

In un eco per la tua strada



È un’idea un giorno …



4.      E’ OVVIO



È ovvio

Potrei dire, oh baby, che si trova su un altro piano?

Sì, posso farmi strada nelle credenze, dormire nell’ingresso



Le tue stelle, le mie stelle, un semplice bordello di bar

Solo un impulso, torta nel cielo

Biascica, ascolta, bambolina

Vaga attraverso la mente, agrifoglio

Insinuati nel letto quando la tua testa è a terra

Lei teneva la torcia sulla veranda

Lei ha strizzato un occhio



Ragiona, è scritto sui rovi

Incagliato sulle punte, il mio sangue rosso, oh, ascolta

Ricorda quelle volte in cui avrei potuto chiamare

Attraverso il giorno limpido

C’era tempo



Più coraggioso e ancora, oscilla un fazzoletto

Le tue più rumorose labbra a un megafono

Crescendo insieme, sono cresciuti l’uno per l’altro

Senza chiedersi, senza inciampare, senza farfugliare

Senza brontolare le menti sono scattate insieme



Così allo stesso modo su una valle, su una collina

Un bosco stava su una preda, ognuno di noi ha pianto

Una tenda di velluto grigio

Segno il manto dove i passeri giocano



E gli alberi vicini all’ondeggiante granoturco abbandonato

Le mie gambe muovono gli ultimi vuoti pollici verso di te

La tenerezza, il calore dal clima incerto

Un granello per un grog, la stella un gesso bianco

Le menti sono scattate insieme, le nostre menti sono scattate insieme



5.      RATTI



Idea! Lo butto a terra

Busso un po’ dentro un ragno

Dice “Questo è amore …

Questo è amore …”

Dice “Questo è amore, lo sanno tutti

TV, denti, piedi, pace, sentila!

Questo è amore …

Questo è amore …”



Come la caduta che mi fa rinvenire

Mi piace la caduta che mi fa rinvenire

Mi piace lo spago intorno al tendine

Lego uno spago intorno al tendine



Anatra, la strada verso il minimo è più piccola

La profonda voglia dell’Ovest di metallo

Maledici la pioggia di domani e prova

Maledici la pioggia di domani e prova

Ama un sole vuoto e indovina

Ama un sole vuoto e indovina

Brufoli pericolosi e benedetti



Sollevandosi, arrivando, tintinnando

Mescolando giaietti e statuette

Bollendo bagnati noi, incontrandoci, punteggiamo

Versi e venti e culla e mezzo

Ti do metà di ogni bel giorno

Di ogni bel giorno ti do la metà

Guardo nei tuoi occhi e (guardo) te

Sdraiato al sole per te



Bam, spastico, stimolo tangibile

Sollevandomi, crepitio, sinuoso, da dormitorio, da tetto, sberla

Li avrò, tizio fritto

Festa interrotta, cardigan, bacio, intruso, pakistano, tirata

Cibo appoggiato, palle, molto puzzolente

Telegramma, timpano, dito appoggiato, canale

Supera la linea che lui ha tolto



Ratti, ratti si sdraiano a terra

Noi non abbiamo bisogno di voi, noi recitiamo così

E se pensate di essere trascurati

Allora sapete cosa significhi

Ratti, ratti si sdraiano a terra



6.      MAISIE



Maisie …

Che sfortuna! Sposa di un toro

Ho camminato a passo spedito per incontrare Maisie

Nella luce serale



Maisie, il largo sorriso luminoso di lui

La mette in confusione

Maisie, dormi nell’atrio

Con diamanti e smeraldi



Maisie …

Che sfortuna! Sposa di un toro

Maisie dorme contro il muro con i suoi smeraldi

E una spilla di diamante, oltre alla disapprovazione



7.      ZIA GIGOLO’



Solcando intorno in un impermeabile

Con il raso sulla scia

A noi, pallidi, sembra che tutto intorno

Sia in un secchio di stagno e piombo

Raccontando storie senza senso verso la spiaggia

Per vedere il blu e il grigio

Sembra ci sia tutto e tutto è roseo, è un giorno bellissimo!



Per favore, segui il sentiero

Perché quasi quasi ti voglio di ritorno

Perché so cosa sei

Sei una zia gigolò, sei una zia gigolò

Sì, so cosa sei

Sei una zia gigolò, sei una zia gigolò



Testa bassa con la luce

La polvere sul tuo sentiero

Lei era più arrabbiata del suo guscio d’acqua maschio

La vita per questo amore per me

Portandomi giù per me

Argillite dell’uccello del tuono

Sembra ci sia tutto e tutto è roseo, è un bellissimo giorno!



Per favore, segui il sentiero

Perché quasi quasi ti voglio di ritorno



Solcando in basso in uno zaino di tela

Giorno eccezionale

Alcuni desiderano che lei se ne vada

E proprio mentre lei può andarsene

A raccontare storie da un’altra parte

Lei ha fatto la sua comparsa

Sarebbe dovuto essere un giorno eccezionale



8.      AGITANDO LE MIE BRACCIA IN ARIA



Agitando le mie braccia in aria

Amore, mio amore, non hai cuore

Nessuna cura (di me), premendo i miei piedi a terra

Alzati e rimani dove sei

Ti chiamo e cosa fai

Accomodata su una sedia?

Lei è così alta in onda

Lei è così alta in onda

Metà e metà, metà e metà

Tutto ciò che devi fare per chiamare

È tenere la mano di lei, stare fermo un attimo

E poi sorridere e noi capiremo

Sì, lo faremo, sì, lo faremo

Che ragazza che ho anch’io!

Con il suo sguardo furtivo lei teneva la sua cravatta all’altezza dei suoi capelli

(e io) potevo vedere ovunque

Nessuno sulla terra, nessuno

Nessuno sulla terra, nessuno

Ma piove a catinelle di Sabato sulla via

Giorno tempestoso

E non dovresti provare a essere

Ciò che non puoi essere

Ti chiamo e tu che fai?



9.      NON TI HO MAI MENTITO



Ci saranno spalle che spingeranno nell’atrio

E io non saprò se ci sarai affatto

Ci sarà vino e da bere nel giardino

Molto difficilmente non ci sarà nessuno



Ci saranno un sacco di cose che potremo fare

E tutto e di più ci sarà per te

Ho tentato tutto ciò che sapevo con te

Ma tutto non è mai stato facile per te



Così sono andato avanti in giro per il mio mondo

Ho visto le cose che fai, arrivando al tuo fianco

Per vedere te nell’atto di guardare a tua volta

Ma so questo, io so di non averti mai mentito



È stato un po’ come se te ne fossi andata

Solo per un giorno, così tanto!

È stato così difficile avere pazienza con te che non c’eri

Ma, nonostante questo, penso a te



Le cose che fai quando sono con te

Stare con te

Stare solo, posso solo pensare

Perché sono qui? Che deve succedere?



10.  HO BEVUTO VINO E HO CENATO



Ho bevuto vino e ho cenato, oh, mi è sembrato proprio come un sogno

La ragazza era così gentile

Un tipo d’amore che non avevo mai visto



Solo la scorsa estate, non è molto lontana nel tempo

Proprio la scorsa estate, ora i venti muschiati soffiano



Ho bevuto vino e ho cenato, oh, mi è sembrato proprio come un sogno

La ragazza era così gentile

Un tipo d’amore che non avevo mai visto



Gesso sotto i piedi, la vita che dovrei provare

Danzando in calore, il nostro amore e te



11.  BRANCO DI LUPI



Ululando il branco in formazione appare

Diamanti e fiori, la velata nebbia di luce, il morto

Ricambiandoci il saluto in formazione

Il branco in formazione



Lanciando loro colpiscono come un gruppo

E il leader è scorto molto prima

Il bagaglio sulle loro schiene, i combattenti

Attraverso l’indistinto il saluto



Il branco in formazione

Lontane onde che si avvicinano

A vista, brillavano molto

Io giaccio come se fossi in tema



Più io guardo gentilmente

Più tutto è seducente, fluttuante

Tutti gli animali che si disperdono nel sentiero

Oltre i ramosi venti



Tenui gli occhi che riflettono l’elettricità

Le lacrime, la vita che era nostra

Si affila e si fortifica, via e oltre

Breve spingere, fresca sorgente

Stretta con ossa impallidite, il magnesio

Ha gemuto, proverbi e singhiozzi



Ululando il branco in formazione appare

Diamanti e fiori, la velata nebbia di luce, il morto

Ricambiandoci il saluto in formazione

Il branco in formazione



12.  SPUMEGGIANTE ELEFANTE



Uno spumeggiante elefante

Con occhi piccini e una grande grossa proboscide

Una volta ha sussurrato all’orecchio piccino

L’orecchio di uno più in basso

Che entro il Giugno seguente sarebbe morto

Perché la tigre sarebbe andata a zonzo

Il più piccolo disse “Oh Mamma mia! Devo rimanere a casa

E ogni volta che odo un ringhio

Saprò che la tigre è a caccia

E sarò davvero al sicuro, sai

L’elefante mi ha detto così”

Tutti erano tesi

E il messaggio è stato riferito

Alla zebra, alla mangusta e allo sporco ippopotamo

Che sguazzava nel fango e masticava

Il suo cibo saporito di plankton per ippopotami

E si occupava di ignorare la parola

Preferendo esaminare una mandria

Di stupidi bisonti d’acqua

E tutta la giungla cadde nel panico

E corse ovunque per tutto il giorno e per tutta la notte

Ma tutto senza successo, perché, vedi

La tigre è venuta e ha detto “Chi io!?

Sapete, non farei del male a nessuno di voi

Preferirei qualcosa di più grande da masticare

E voi siete tutti insufficientemente grandi

Ha mangiato l’elefante

martedì 19 aprile 2016

Faust - Faust (1971) Traduzione di P. G. Boccacci


TRACKLIST
1.      WHY DON’T YOU EAT CARROTS?
2.      MEADOW MEAL
3.      MISS FORTUNE



1.      PERCHE’ NON MANGI LE CAROTE?

Non riesco a provare alcun appagamento
(Tutto ciò di cui hai bisogno è amore)

Stiamo giocando i set sul colpo
Semplicemente continuiamo ad aspettare

Lenta procede l’oca
Tu vedi me, scarpe nella tua mente a specchio
Rapido procede il trucco
Chiedo che i tuoi malati navigatori naviganti siano ciechi

Viaggio nella lingua
Pronto a non pronunciare ding dong, è un bellissimo inizio

Chiedo che i tuoi malati navigatori naviganti siano ciechi

Voce femminile: Trovi che questo sia piacevole?
Voce maschile: Basta per sopravvivere
Voce femminile: Sei cambiato negli ultimi pochi anni
Voce maschile: Tu credi?
Voce femminile: Ma perché? Forse … no … ma … perché non mangi le carote?
Voce maschile: Sì, sarebbe davvero bello
Voce femminile: Lo faremo?
Voce maschile: Sì
Voce femminile: Ti va di fare dietrofront?

2.      PASTO DA PRATO

Io sono un pasto da prato e tiro a indovinare
E vengo respinto e reggo il gioco
Una meravigliosa ragione inespressiva
Per rimanere in riga, restare in riga
Mettetevi in fila, rompete il suono
Voi perdete la mano per capire che l’incidente è rosso

Tu sei una forchetta da frutta e il denaro a cui ambisci
E la donna che desideri e la metà che chiedi
Una meravigliosa ragione inespressiva
Per rimanere in riga, restare in riga
Mettetevi in fila, rompete il suono
Voi perdete la mano per capire che l’incidente è rosso

3.      SIGNORA FORTUNA

Dobbiamo essere o non essere?
Chiese l’angelo alla Regina
Io alzo la gonna e Voltaire si gira
Quando lui parla con la bocca piena di aglio
Bianco, sì, bianco
La sfortuna di entrambi
Lui ti ha detto di essere libero
E tu hai obbedito
Noi dobbiamo decidere ciò che è importante
Una guerra che non vedremo mai
O una strada talmente nera
Che i bambini muoiono?
Un sistema e una teoria
O il nostro desiderio di essere liberi
Di organizzare e analizzare
E alla fine prendere coscienza
Che nessuno sa
Se è veramente accaduto

venerdì 15 aprile 2016

Pink Floyd - The Piper At The Gates Of Dawn (1967) Traduzione di P. G. Boccacci



TRACKLIST

1.      ASTRONOMY DOMINE
2.      LUCIFER SAM
3.      MATILDA MOTHER
4.      FLAMING
5.      POW R. TOC H.
6.      TAKE UP THY STETHOSCOPE AND WALK
7.      INTERSTELLAR OVERDRIVE
8.      THE GNOME
9.      CHAPTER 24
10.  THE SCARECROW
11.  BIKE



1.      ASTRONOMIA, SIGNORE!

Verdognolo e verde chiaro
Una seconda scena
Una battaglia tra i vari blu
Che una volta hai conosciuto

Galleggiando
Il suono riecheggia sul fondo
Intorno alle acque ghiacciate
Sotterranee

Giove e Saturno
Oberon, Miranda e Titania
Nettuno, Titano
Le stelle possono spaventare

Insegne accecanti sbattono
Baluginano, baluginano, baluginano
Blam, pow pow
Scalinata, spavento, Dan Dare
Chi è là?

Verdognolo e verde chiaro
Il suono riecheggia
Le acque ghiacciate
Sotterranee

2.      LUCIFERINO SAM

Luciferino Sam, gatto siamese
Sempre seduto al tuo fianco
Sempre al tuo fianco
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

Jennifer Gentle, sei una strega
Tu sei il lato sinistro
Lui è il lato destro, oh no
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

Lucifero, vai al mare
Sii un gatto alla moda, un gatto da nave
Da qualche parte, ovunque
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

Cacciando di notte, setacciando la sabbia
Nascondendosi nelle vicinanze, sulla scena
Lo troverai mentre sei nei paraggi
Quel gatto è qualcosa che non so spiegare

3.      MADRE MATILDA

C’era un re che governava la terra
Sua Maestà era al comando
Con occhi d’argento l’aquila scarlatta
Ricopriva d’argento la gente
Oh, madre, raccontami ancora

Perché mi hai dovuto lasciare qui
Sospeso nella mia aria da infante
In attesa?
Tu devi solo leggere le righe
Sono nere di scarabocchi e ogni cosa splende

C’era una volta un migliaio di indistinti fantini
Che si arrampicavano più in alto
Attraverso la corrente con scarpe di legno
Con campane che annunciano al re le notizie

Vagare e sognare
Le parole hanno differente significato
Sì, lo avevano

Per tutto il tempo che in quella stanza ho trascorso
La casa delle bambole, buio, odore di vecchio
E le fiabe mi hanno tenuto su di morale
Su nuvole di luce solare che fluttuavano
Oh, madre, raccontami ancora

4.      ARDENTE

Solo tra le nuvole, tutto triste
Sopra un piumino
Urrà! Tu non puoi vedermi
Ma io posso vedere te

Oziando nella nebbia del mattino
In groppa a un unicorno
Non è giusto! Tu non puoi sentirmi
Ma io posso sentire te

Guardando i ranuncoli che catturano la luce
Dormendo su un dente di leone
È troppo: non ti toccherò
Ma del resto potrei

Gridando attraverso un cielo stellato
Viaggiando attraverso il telefono
Hey! Andiamo!
Davvero in alto

Solo tra le nuvole, tutto triste
Sopra un piumino
Urrà! Tu non puoi vedermi
Ma io posso vedere te

5.      POTERE TH

(Strumentale)

6.      ARMATI DEL TUO STETOSCOPIO E CAMMINA

Dottore dottore
Sono a letto
Con il mal di testa
L’oro è piombo
Soffoco con il pane
Malnutrito
L’oro è piombo
Gesù ha sanguinato
Il dolore è rosso
Oscuro fato
Demone nel porridge
Cucchiaio unto
Cucchiaio usato
Tetraggine di Giugno

Sembra che la musica aiuti il dolore
Sembra che motivi il cervello
Dottore, gentilmente dica a sua moglie
Che sono vivo
I fiori crescono
Capisca!

7.      DISTORSIONE INTERSTELLARE

(Strumentale)

8.      LO GNOMO

Voglio raccontarvi una storia
A proposito di un omino, con il vostro permesso
Uno gnomo noto come Grimble Gromble
E (altri) piccoli gnomi se ne stanno nelle loro case
A mangiare, a dormire, a bere il loro vino

Lui indossava una tunica scarlatta
Un cappuccio verdazzurro, era molto bello da vedere
Lui ha intrapreso una grande avventura
In mezzo all’erba, finalmente aria fresca
Bevendo vino, cenando, ammazzando il tempo

E poi un giorno
Urrà! Per gli gnomi
Un altro modo per dire
Oh mamma mia!

Guarda il cielo
Guarda il fiume
Non è bello?
Inoltrandosi, trovando posti dove andare

9.      CAPITOLO 24

Tutto il movimento si compie in sei fasi
E la settima (com)porta il ritorno
Il sette è il numero della luce giovane
Che si forma quando all’oscurità viene sommato uno
Il cambiamento restituisce il successo
Venendo e andando senza errore
L’azione porta grande fortuna
Tramonto …

Il momento arriva con il mese del solstizio d’inverno
Quando il cambiamento è in fase di arrivo
Tuono nella terra, la traiettoria del cielo
Le cose non possono essere distrutte una volta per tutte
Il cambiamento restituisce il successo
Venendo e andando senza errore
L’azione porta grande fortuna
Tramonto … alba …

Tutto il movimento si compie in sei fasi
E la settima (com)porta il ritorno
Il sette è il numero della luce giovane
Che si forma quando all’oscurità viene sommato uno
Il cambiamento restituisce il successo
Venendo e andando senza errore
L’azione porta grande fortuna
Tramonto … alba …

10.  LO SPAVENTAPASSERI

Lo spaventapasseri verde-nero
Come tutti sanno
Stava con un uccello sul cappello
E paglia ovunque, non gliene importava
Lui stava in un campo dove cresce l’orzo

La sua testa non formulava pensieri
Le sue mani non si muovevano
Eccetto quando il vento sferzava brusco
E i topi correvano intorno sul campo
Lui stava in un campo dove cresce l’orzo

Lo spaventapasseri verde-nero
È più triste di me
Ma ormai è rassegnato al suo destino
Perché la vita non gli è ostile, non gliene importa
Lui stava in un campo dove cresce l’orzo

11.  BICICLETTA

Ho una bicicletta
La puoi guidare se ti va
Ha una cesta, un campanello che suona
E cose che la rendono bella
Te la darei se potessi, ma l’ho presa in prestito

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Ho un mantello, una sorta di scherzo
C’è uno strappo davanti, è rosso e nero
Ce l’ho da mesi
Se pensi che possa piacerti
Allora suppongo che dovrebbe

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Conosco un topo
E lui non ha una casa
Non so perché ma lo chiamo Gerald
Nonostante stia invecchiando
E’ un buon topo

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Ho una banda di uomini di pan di zenzero
Un uomo qui, un uomo lì
Un sacco di uomini di pan di zenzero
Prendine un paio se vuoi
Sono sul piatto

Tu sei il tipo di ragazza che sta bene nel mio mondo
Ti darò ogni cosa se vorrai

Conosco una stanza di melodie musicali
Qualche rima, qualche ching
Alcuni di questi sono a orologeria
Andiamo nell’altra stanza
E azioniamoli