mercoledì 17 aprile 2019

Abner Jay - Vietnam TESTO E TRADUZIONE

Abner Jay - Terrible Comedy Blues (1968)
Abner Jay
Dentist in Vietnam, 1968


Testo originale di Abner Jay

[SPOKEN]

Terrible things make news. Terrible men make big men. Why do think we've got some men in state office? Because they're terrible! Look like you got to be terrible now to be popular. Look at the headlines of your newspaper every day, I don't care if you from New York, Chicago, Los Angeles, or Selma, Alabama. In most cases the headlines of your papers are tellin' you 'bout somethin' that happened terrible. Just like before I left Denver, Colorado. Headlines on every paper in Denver where this woman poured gasoline on her husband and set him on fire while he was sleep! Now, if she had poured cologne or perfume on 'im, and started kissin' all over 'im, nobody wouldn't a never known a damn thing about it. Terrible things make news! Terrible songs make big songs!
It's really pitiful and terrible about this Vietnam War. A young boy was in here last night. He had just been drafted. He had to go to Vietnam. And he had his little ol' girlfriend with 'im. And she was cryin'! Because he had to leave her behind for the front. It was hard when he left. So they left here and went down to the depot. And she was cryin' down there, because he pulled out too soon. So he kissed her, and went off in his uniform

[SUNG]

Vietnam, Vietnam
Look for me boys
'Cause here I come

I'm goin' away
On a far-off mission
I'll be sailing on the deep blue sea
I'll be back in the late, late spring
And I hope you will be lookin' the same

Vietnam, Vietnam
Look for me boys
Here I come

I don't have anything to offer you but a baby
Not even a ring to put on your finger
But if you wait, wait, wait for me
I will return with an honorable discharge from the Navy
And I don't mean maybe

Oh, Lord
Save me for my honey baby
Oh, Lord
Save me for my honey baby

Vietnam, Vietnam
Look for me boys
For here I come

Vietnam ...
_____________________________________________________________________

Traduzione di P. G. Boccacci

[PARLATO]

Le cose terribili fanno notizia. Gli uomini terribili fanno grandi uomini. Perché pensate che abbiamo degli uomini in un ufficio di Stato? Perché sono terribili! Sembra che bisogni essere terribili oggigiorno per essere popolari. Date un’occhiata alle prime pagine dei giornali, non importa se siete di New York, Chicago, Los Angeles o Selma, nell’Alabama. Nella maggior parte dei casi, le prime pagine dei vostri giornali vi parleranno di qualcosa di terribile accaduto. Proprio come è successo a me prima di lasciare Denver, nel Colorado. Su tutti i giornali di Denver, titoli riguardanti questa donna che ha versato benzina sul marito e gli ha dato fuoco mentre dormiva! Ora, se lei gli avesse versato addosso acqua di colonia o profumo, e l’avesse cominciato a baciare dappertutto, nessuno ne avrebbe mai saputo un accidente. Le cose terribili fanno notizia! Le canzoni terribili fanno grandi canzoni!
È davvero pietosa e terribile questa faccenda della Guerra in Vietnam. Un giovane era qui dentro la scorsa notte. Era stato appena arruolato. Doveva andare in Vietnam. E aveva con sé la sua solita giovane fidanzata. E lei piangeva. Perchè lui doveva lasciarla per il fronte. È stato difficile il momento in cui se n’è andato. Quindi sono usciti di qui e sono andati alla stazione. E lei piangeva laggiù, perché lui si tirava fuori troppo presto. Quindi lui l’ha baciata e se n’è andato nella sua uniforme.

[CANTATO]

Vietnam, Vietnam
Aspettatemi, ragazzi
Perché arrivo anch’io

Sto partendo
Per una missione in terre lontane
Solcherò il profondo mare blu
Tornerò in tarda primavera
E spero che sarete gli stessi

Vietnam, Vietnam
Aspettatemi, ragazzi
Perché arrivo anch’io

Non ho niente da offrirti a parte un bambino
Neanche un anello da metterti al dito
Ma se mi aspetterai
Tornerò con un congedo onorevole dalla Marina
E il mio non è un “forse”

Oh, Signore
Salvami per la mia adorata
Oh, Signore
Salvami per la mia adorata

giovedì 14 febbraio 2019

Neutral Milk Hotel - Oh Comely TRADUZIONE

Traduzione di P. G. Boccacci

Hey,  graziosa,  sarò con te quando ti mancherà il respiro
Inseguendo l’unico ricordo sensato che hai pensato ti fosse rimasto
Quello della bella scena,  luminosa,  spumeggiante e terribile
In cui lei faceva quella cosa sul tuo petto
Ma hey,  graziosa,  non è bello come vorresti credere
Nel tuo ricordo, sei ubriaca della soggezione che hai per me
Non significa assolutamente niente

Hey,  graziosa,  tutti i tuoi amici si lasciano spompinare da te
Esplosione di frutti appuntiti e brutti che cadono dai buchi
Di un bell’amico,  luminoso, spumeggiante e terribile
Che,  secondo il tuo bisogno, poteva dirti cose confortanti all’orecchio
Ma hey, graziosa,  non puoi trovare un amico del genere qui
Se mi stai vicina,  lui è solo il mio nemico
Lo annienterei con ogni mezzo

Di’  quello che vuoi
Tieniti le tue maniere vuote
Muovendo la bocca per tirar fuori
Tutti i miracoli a me destinati

Tuo padre ha generato feti insieme a signore leccatrici di carne 
Mentre te e tua madre dormivate nel parcheggio per roulotte
Fragorose scintille dal ventre scuro degli stadi
La musica e le medicine di cui avevi bisogno per confortarti
Quindi metti in moto le tue grasse dita carnose
E pizzica tutte le tue sciocche corde,  piega tutte le tue note per me
La dolce e sciocca musica è pregnante magia 
I movimenti erano stupendi,  nelle tue ovaie
Ognuno di loro che mungeva con verdi fiori di carne
Mentre i potenti pistoni erano dolci macchinari zuccherati
L’odore di seme che pervadeva il garage
Era  tutto ciò di cui avevi bisogno quando credevi ancora in me

Di’  quello che vuoi
Tieniti le tue maniere vuote
Muovendo la bocca per tirar fuori
Tutti i miracoli a me destinati

So che loro hanno seppellito il corpo di lei con altri
La sorella,  la madre e cinquecento famiglie
E lei mi ricorderà tra cinquant’anni?
Avrei voluto salvarla in una sorta di macchina del tempo
Conoscere tutti i tuoi nemici
Sappiamo chi sono i nostri nemici
Conosci tutti i tuoi nemici
Sappiamo chi sono i nostri nemici

Goldaline,  mia cara
Ci piegheremo e ci ghiacceremo insieme
Lontano da qui
Ci sono il sole e la primavera e il verde per sempre
Ma ora ci muoviamo per provare qualcosa l’un dell’altro dentro lo stomaco di uno straniero
Sistema il tuo corpo qui
Lascia che la tua pelle inizi a fondersi con la mia!



domenica 3 febbraio 2019

Bob Dylan - Nashville Skyline (1969) Recensione di P. G. Boccacci


Link alla recensione  sul sito Debaser:  https://www.debaser.it/bob-dylan/nashville-skyline/recensione-paolofreddie


     Nashville Skyline”,  nono album in studio di Bob Dylan,  prodotto da Bob Johnston,  pubblicato il 9 aprile 1969 dalla CBS,  compare nelle vetrine dopo quasi un anno e mezzo dal precedente  John Wesley Harding  (dicembre ’67). 
      Come questo,  è il risultato  di una irriverente presa di posizione  nei confronti della critica di settore e dei fan,  maturata nel tempo  come reazione al comportamento di entrambi riguardo la sua vita privata e la sua immagine pubblica. 

     I giornali continuano a definire l’artista  portavoce di una generazione”,  nonostante egli,  da diversi anni,  si sia già  disappropriato  di tale veste,  peraltro cucitagli addosso in virtù della contingenza storica  in cui  comincia a muovere i primi passi  (a un mero livello di pubblicazioni,  mi riferisco al periodo che va dal ’62  al ’64).  
     Prima del ’67,  già aveva stupito,  per non dire sconvolto,  fino al  disgusto,  il proprio seguito  “folk”,  dando una radicale direzione al proprio sound,  imbracciando la chitarra elettrica,  e lanciandosi  in cavalcate elettriche  volutamente esasperate,  nuove allora,  ancora sconcertanti oggi al pensiero. 
     Dylan inventa, a tutti gli effetti,  il folk rock,  genere che fino a fine anni ‘70/inizio ’80,  godrà  di una certa freschezza,  germinando, in seguito, sottogeneri  inediti grazie alla fusione con il punk e il nascente indie rock.  La trilogia elettrica del biennio ’65/’66  fa perdere a Dylan molti fan,  ma gliene restituisce altrettanti. 

     Il 29 Luglio 1966,  subisce una battuta d’arresto,  quando nei dintorni di Woodstock,  NY,  dove risiede,  ha un incidente in motocicletta  che lo segnerà,  al punto da indurlo a un periodo di isolamento volontario.  
     Nell’arco del ’67  non si sente quasi per niente parlare di Dylan,  che realizza,  in casa,  del materiale  inedito  con molta fatica,  mentre si riprende dal fattaccio.  Intanto,  circolano alcune registrazioni pirata,  sotto forma di bootleg  (“Great White Wonder”,  il primo della storia del rock),  che  riproducono  le sue sessioni  con The Band. 

     Non sorprende  che,  alla fine del ’67  (nello stesso mese in cui viene pubblicato  Songs of Leonard Cohen” –  tutto un altro paio di maniche!),  i fan e la critica rimangano ulteriormente  scioccati,  increduli a ciò che sentono le proprie orecchie:  la voce di Dylan  non è la stessa.  L’artista,  grande  “troll”  ante-litteram,  intona il suo nuovo materiale,  dalle sonorità country-rock,  marcatamente tradizionale,  con un’intonazione da crooner,  che,  di nuovo,  gli vale  l’etichetta di  venduto”,  come ai tempi di  Bringing It All Back Home”,  primo tassello della già citata trilogia elettrica.  Come in precedenza,  gli ascoltatori si fermano all’apparenza,  non essendo pronti per le prove  sottoposte loro.

     Il gioco si ripete nel 1969,  con maggior sintesi,  in  Nashville Skyline”.  L’album consta di 10 brani,  e non supera la mezz’ora  di minutaggio,  a differenza del precedente, che toccava i quaranta.  Le canzoni prendono vita negli Studi di Nashville.  Dalla prima sessione non vengono fuori nastri degni di pubblicazione,  mentre,  già a partire dalla seconda,  si vedono dei  “frutti”.   Lay Lady Lay”,  scritta l’anno precedente,  viene elaborata.  
      Il grande pregio del risultato finale è che si può avvertire un’atmosfera rilassata e disincantata. Negli anni in cui la Guerra in Vietnam è al culmine,  e  tutti si aspettano nuove invettive e prese di posizioni politiche,  l’artista,  rinato” per l’ennesima volta,  delude le aspettative,  ma di fatto compone un delizioso lavoro,  che ne ribadisce il mestiere.  Non un capolavoro,  ma un bell’album di Bob Dylan.

     Nonostante le critiche,  ha un riscontro commerciale più che buono,  toccando il terzo posto in Patria,  arrivando alla vetta  nel Regno Unito.  Il sound è più levigato,  sicuramente più accessibile.  
     I pezzi trainanti sono il,  già citato,  singolo  Lay Lady Lay”,  diventato  un vero  e proprio standard ad oggi  (che doveva,  oltretutto, far parte della colonna sonora di  Un uomo da marciapiede”,  ma Dylan non riuscirà a consegnarla in tempo),  e la nuova versione di  Girl from the North Country  (già inclusa  in “The Freewheelin’ Bob Dylan”,  1963)  al fianco di Johnny Cash.  Il resto della torta non è male,  ma non colpisce particolarmente.  Nashville Skyline Rag”, primo strumentale nella produzione dylaniana,  rappresenta un pregevole divertissement. 
     La copertina è sfacciata quanto le scelte musicali:  si assiste a un Dylan sorridente,  che si toglie il cappello,  come per salutare rispettosamente  (con una certa ironia)  il pubblico,  sia quello che ha già,  sia quello che intende,  forse,  conquistare,  introducendolo di fatto a delle atmosfere meno “funeste”. 

     Bob è ormai padre di famiglia,  e cerca di tenersi fuori dai guai  che la sua vita precedente,  da rockstar,  aveva comportato.  È un periodo relativamente tranquillo,  quello in cui  Nashville Skyline  viene registrato,  ma,  se la critica continua ad appiccicargli addosso il termine  portavoce di una generazione”,  i fan,  nell’infastidire  l’artista,  non sono da meno:  non sono rare le visite inopportune e sgradite, da parte di  ammiratori,  o di  sempliciavvoltoi”,  che si introducono nella proprietà di campagna di Dylan,  la cui reputazione presso i vicini di casa viene minata:  I vicini di casa ci odiavano.  Per loro,  non ero altro che un carrozzone carnevalesco”.

     Come il fortunato  Sweetheart of the Rodeo  dei Byrds  (che,  nel realizzarlo,  si erano ispirati proprio a Bob,  nello specifico a  John Wesley Harding”),  Nashville Skyline  ridà dignità  alla musica country,  senza banalizzarla né svecchiandola – se non marginalmente –.  
     Più semplicemente,  pur con la sua sfacciataggine,  l’artista  si diverte facendo quello che gli piace, e riesce anche a emozionarsi,  come nel duetto con Johnny Cash.  Questi scrive le note di copertina dell’album,  in cui  dichiara,  in un modo preciso che più preciso non si può:  Ci sono quelli che non imitano,  che non possono imitare,  ma poi ci sono quelli che emulano a tratti,  per espandere ulteriormente la luce  di un bagliore originale;  sapendo che imitare i vivi è parodia, e imitare i morti è furto,  ci sono quelli che sono esseri completi in sé stessi …”.  
     Chapeau! … sia a Roberto,  sia a Giovanni.

mercoledì 30 gennaio 2019

The Cure - Pictures of You TRADUZIONE


Traduzione  di  P. G. Boccacci

Ho guardato così a lungo queste  tue fotografie
Che ho quasi  creduto che fossero vere
Ho vissuto così a lungo con queste fotografie che ti ho scattato
Che ho quasi creduto che le immagini fossero
Tutto ciò che posso sentire

Ricordandoti,  tranquilla nella pioggia,
Mentre correvo verso il tuo cuore per accorciare le distanze
E ci siamo baciati mentre il cielo cadeva
Tenendoti vicina
Come ti ho sempre tenuta vicina quando avevi paura

Ricordandoti, che correvi morbida nella notte,
Eri più grande e luminosa ed estesa della neve
E ho gridato di fronte alla finzione
Ho urlato al cielo
E finalmente trovasti tutto il tuo coraggio per lasciarti andare del tutto

Ricordandoti, caduta tra le mie braccia,
Piangendo per la morte del tuo cuore
Eri bianca come la pietra
Così delicata, persa nel freddo
Eri sempre così persa nel buio

Ricordandoti, per come eri,
Affogata lentamente
Eri un angelo, molto più di tutto
Fermati per l’ultima volta, poi scivola via placidamente
Apro i miei occhi ma non vedo mai niente

Se solo avessi pensato alle parole giuste
Mi sarei potuto aggrappare al tuo cuore
Se solo avessi pensato alle parole giuste
Non starei ora strappando
Tutte le fotografie che ti ho scattato

Guardando così a lungo queste tue fotografie
Ma non mi aggrappo mai al tuo cuore
Cercando così a lungo parole che siano vere
Ma finisco sempre per strappare
Le fotografie che ti ho scattato

Non c’è niente al mondo che avrei voluto di più
Di sentirti nel profondo del mio cuore
Non c’è niente al mondo che avrei voluto di più
Di non sentire mai lo strappo
Di tutte le fotografie che ti ho scattato



martedì 29 gennaio 2019

Red House Painters - Medicine Bottle TRADUZIONE

Traduzione di  P. G. Boccacci


Abbandonandomi all’amore
E condividendo il mio tempo
Lasciando entrare qualcuno nella mia tristezza
Esposta interamente, passo dopo passo

Raccontando come sono atterrato sull’isola
E come nuoto nel mare
E mi viene in mente
Che potrei svegliarmi con un coltello dentro di me

Niente respiro tra i miei capelli o biancheria femminile, non più
Gettandomi sulla sveglia
Gocciolando sangue dal letto su una poesia elegantemente scritta
Accorata lettura dell’ultimo verso

Non c’è più alcun mistero
Accadrà,  amore mio?

“È tutto nella mia testa”,  ha detto lei,  “Mattino post-incubo”
“Ti stai costruendo un muro”, ha detto lei,  “Più alto di entrambi
Quindi tenta di vivere la vita invece di nasconderti in camera
Tira fuori un sorriso e ti prometto che non ti lascerò”

Accadde sotto una nuvola piovosa
Attraversando l’oscuro Sud
Entrammo in una grande casa
E dormimmo in un letto singolo

Allora non ti conoscevo
Come del resto tu non conoscevi me
Parlammo delle nostre tristi vite
E proseguimmo separatamente

E proseguimmo separatamente
Ho trovato i tuoi souvenir d’oltremare
Biglietti di auguri per le feste
Quelle paure liceali da tempo dimenticate

“È tutto nella mia testa”,  ho detto io
Picchiando sul pianoforte
“Non sono stato così solo”,
Pensai, “Fin da quando davo calci nel grembo”

Ho bevuto così tanto tè
Ho scritto le mie lettere in ideogrammi
Ho fatto il giro dell’isolato
Fingendo che tu fossi con me

Non volendo morire qui fuori
Senza di te

Il dolore non ha mai fine
Come compleanni e vecchi amici,  dimentichiamo
Che carne,  sangue e ossa,  tutto questo è umano
Scambiando linee telefoniche per linee aree
Non volendo affrontare il semplice fatto
Che l’amore si trova all’interno
Non al di fuori

E come un flacone di medicina
Nell’armadietto,  ti conserverò
E come un flacone di medicina
Nella mia mano ti terrò

E ti ingoierò lentamente
Come se volessi farti durare una vita
Senza tenerti troppo stretta
Non voglio perdere

L’eccitazione che mi dà
Guardare fuori dalla mia finestra
E guardare corrucciato le case
Dal mio mondo nella stanza

È tutto nella sua testa,  leggeva lei
Nel libro di auto sostegno di una fidanzata
È tutta una sua creazione
Una guerra dentro di lui

Come i due lati di un muro
Che separa due paesi
Lui chiude fuori il mondo che un tempo conosceva
Per amarti

Non volendo morire qui fuori
Senza di te



venerdì 7 dicembre 2018

R.E.M. Maps and Legends TRADUZIONE

Traduzione di P. G. Boccacci

Non può essere raggiunto, deve essere raggiunto

Ha chiamato lo scemo e la compagnia
Da solo, come preferirebbe essere
Come dovrebbe essere
E vede ciò che tu non puoi vedere, non lo vedi?
(Lui vede ciò che tu non puoi)

Forse è intrappolato nella leggenda
Forse è intrappolato e gli piace
Forse queste mappe e leggende
Sono state mal-interpretate

Qui in fondo, la strada è divisa
Dipingimi i posti che hai visto
Quelli che conosci che io non conosco
Fai riferimento al giallo, al rosso e al verde
(Non lo vedi?)

Forse è intrappolato nella leggenda
Forse è intrappolato e gli piace
Forse queste mappe e leggende
Sono state mal-interpretate

Non può essere raggiunto, deve essere raggiunto

La mappa che hai dipinto non sembra reale
Lui non fa che cantare tutto ciò che ha visto
Punta alla leggenda, guarda ad est
Fai riferimento al giallo, al rosso e al verde

Deve essere raggiunto? No, non deve essere raggiunto
Deve essere raggiunto? No, non serve più inseguirlo



giovedì 1 novembre 2018

R.E.M. - Don't Go Back to Rockville TRADUZIONE

Traduzione di P. G. Boccacci

Guardando l’orologio da polso per la terza volta
In attesa, alla stazione, che arrivi il bus
Che mi porterà a un posto che è lontano
Davvero lontano, e se questo non fosse abbastanza,
Sto andando in un posto dove nessuno dice ciao
Lì la gente non parla agli sconosciuti

Andrai a finire in qualche fabbrica
Che è feccia a tempo pieno e non ti rimarrà altro posto dove andare
Camminerai verso casa – una casa vuota –
Ti siederai da qualche parte tutto solo
So che può suonare strano ma credo
Che, prima che tu te ne accorga, sarai tornato

Non tornare a Rockville!
Non sprecare un altro anno!

Di notte bevo finché non mi addormento
E fingo che non mi importi che tu non sia qui con me
Perché è molto più facile affrontare
Tutti i miei problemi se sono molto lontano, in alto mare
Ma qualcosa di meglio accadrà presto
O sarà troppo tardi per riportarti indietro

Non tornare a Rockville!
Non sprecare un altro anno!

Non è che io abbia davvero bisogno di te
Se tu fossi qui, ti farei un salasso
Ma tutti gli altri in città vogliono solo buttarti giù
E non è così che dovrebbe essere
So che può suonare strano ma credo
Che, prima che tu te ne accorga, sarai tornato

Non tornare a Rockville!
Non sprecare un altro anno!